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giovedì 9 giugno 2011

TRA DONNE E POLITICA E' AMORE SOLO DOPO I CINQUANTA

Tra donne e politica, si sa, non è amore a prima vista. Basta frequentare una qualsiasi sede di partito o di gruppo a carattere politico per vedere quanto sia esigua la presenza femminile rispetto a quella maschile.
I motivi fondamentali, a mio parere, sono due: la difficoltà di conciliare il doppio lavoro (di sostentamento e di cura) con un ulteriore impegno al di fuori delle mura domestiche, e la preponderanza di logiche maschili (maschiliste?) nel modo di fare politica.
A causa del primo, spesso le donne si avvicinano alla cosa pubblica in età non più giovanissima: ce lo conferma la recente ricerca condotta da Francesca Crosta e Francesca Zajczyc (quest'ultima in odore di futura assessora nella Giunta Pisapia) per conto del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell'Università Bicocca. Il campione è relativamente piccolo (246 intervistate, di cui il 55,4% residente al Nord) ma, stante la scarsità di ricerche a questo riguardo, offre comunque uno spaccato interessante.
A dichiararsi meno coinvolte da questo argomento sono le 30-39 enni (meno del 10%), mentre il coinvolgimento cresce leggermente tra le under 30 e le 40-49 enni (20%), per esplodere tra le ultra-cinquantenni (40%). Da non trascurare il fatto che quest'ultima fascia di età corrisponde alla generazione delle ex-sessantottine, cresciute a pane, assemblee e cortei studenteschi.
Ma, politica a parte, quali sono i valori centrali per l'altra metà del cielo? Famiglia, salute e realizzazione personale sono in cima alla top-ten, seguite da cultura, amore e impegno sociale. Se però scorporiamo i dati in base all'età, si nota una preponderanza tra le giovani dei temi più legati alla sfera personale mentre, man mano che si sale a età più avanzate, l'interesse tende a spostarsi verso valori a carattere sociale.
Notevole poi la correlazione  tra titolo di studio e interesse per la politica, che si rivela abbastanza alta tra le donne in possesso di una laurea, risicata tra quelle in possesso di diploma e inesistente per i gradi di scolarizzazione inferiore.
Infine, il 36% delle intervistate preferirebbe essere rappresentato in politica da una donna.
Mi sorge un dubbio: il neo-sindaco di Milano, che in campagna elettorale ha promesso che il 50% della sua Giunta sarebbe stato a componente femminile, avrà avuto i risultati dell'indagine in anteprima?

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