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lunedì 8 agosto 2011

ALCATRAZ, UNA COMUNE DOVE TUTTI VIVONO IN ARMONIA (PERFINO GLI SCORPIONI)

"Noi non siamo una comune, non siamo una setta, non abbiamo un guru, non conviviamo, ma cerchiamo di lavorare armoniosamente insieme": questo dice Jacopo Fo parlando della sua Libera Università di Alcatraz alla giornalista di Repubblica, Maria Novella De Luca, nell'inchiesta sulla seconda vita delle comuni pubblicata giovedì 28 luglio.
Nello stesso giorno in cui la De Luca intervistava Fo anch'io mi trovavo ad Alcatraz, dove stavo trascorrendo una settimana di vacanza. Un posto splendido e selvaggio, difficile da catalogare. Se dici "villaggio" subito ti fanno notare che non devi aspettarti l'animazione serale e che non c'è nemmeno la tivù.
"Qui preferiamo chiacchierare - ha subito chiarito Eleonora, moglie di Jacopo, quando ho insinuato che però in effetti alla sera mancava un po' di "vita". - La gente ha così poche occasioni di parlare che quando viene qui si sfoga".
Eleonora è la vera mattatrice di Alcatraz. Non Jacopo, taciturno e probabilmente timido.
"Vabbé - mi ha detto un'amica a cui ho riferito le mie impressioni - che cosa ti aspettavi, poveretto... Con due genitori così "ingombranti"!".
Eleonora invece è solare, caciarona quanto basta, disponibile tanto ma altrettanto rispettosa della mia non-voglia di parlare. Attenta a non escludere nessuno e consapevole della timidezza del consorte tanto da servirgli spesso la battuta giusta per farlo interloquire.
Ok, ma ancora non avrete capito che cos'è Alcatraz. Del resto non l'ho capito nemmeno io.
"Cerchiamo di lavorare armoniosamente insieme", dice il figlio di cotanti genitori nell'intervista alla De Luca. E questo sicuramente è vero. Del resto i posti-letto sono solo una quarantina, e questo sicuramente aiuta. Però è bello vedere la cuoca lavorare in cucina tutto il giorno per preparare autentiche prelibatezze che, arrivati a sera, riesce ancora a sorridere. E la vice-cuoca, una polacca che all'inizio credevo fosse un'ospite del villaggio, pardon della Libera Università, fa tenerezza quando alla sera saluta tutti prima di andarsene a dormire insieme al suo pacioso marito dedito al giardinaggio e ad altri lavori pesanti. Ed è bello ritrovarsi in piscina (una meraviglia di piscina, adagiata nel verde e con la temperatura dell'acqua assolutamente perfetta!) con i ragazzi che aiutano in cucina e al bar e farci anche qualche partita a ping pong divertendosi un mondo.
Una comunità di lavoro, quindi? Già, ma allora gli ospiti?!? Jacopo Fo forse se ne è dimenticato, o forse se ne è dimenticata la De Luca. In realtà, anche con gli ospiti si cerca di vivere in armonia, come ho già abbondantemente dimostrato.
E perché il mio post non sembri uno spot (gratuito, per di più!) rivelerò che un neo l'ho trovato e anche bello grosso per quanto mi riguarda: gli scorpioni. Avete presente quelle simpatiche creature dall'aspetto per nulla rassicurante? Me ne sono trovati due in camera da letto. Eh, no, gli scorpioni no!
"Ma sono innocui - ha cercato di tranquillizzarmi Armando, uno dei ragazzi del bar - Io quando li trovo in casa li prendo delicatamente e li porto fuori".
Capito? Ad Alcatraz si vive in armonia perfino con gli scorpioni! Del resto, siamo o non siamo ecologisti?

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