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domenica 19 febbraio 2012

SANREMO: IL FESTIVAL E' LO SPECCHIO DELL'ITALIA CHE NON VUOLE CAMBIARE

L'Italia che non ce la fa è l'Italia di Sanremo, Morandi e Celentano, l'Italia che sembra sempre ferma ai Cinquanta/Sessanta, l'Italia dei vitelloni e delle maggiorate, l'Italia vecchia dalle vecchie idee.
E non importa se a vincere sono state tre donne, questo è il solito contentino che ci danno per farci stare buone e zitte, tanto poi noi vinciamo Sanremo e loro vincono alla Lotteria.
L'Italia che non ce la fa è l'Italia di quelli che sostano fuori dal Festival per immortalare Celentano col telefonino e che in platea si spellano le mani per applaudire le farneticazioni di un cantante che si crede un predicatore. Una volta l'avrebbero rinchiuso, oggi lo pagano 750 mila euro, tanto poi li dà in beneficenza, a chi ancora non si sa.
L'Italia che non ce la fa è l'Italia che per giorni discute se Belen aveva o non aveva le mutande e non si accorge che in mutande ci siamo tutti ormai, perché il Paese è in recessione e anche l'Istat l'ha certificato.
L'Italia che non ce la fa è quella che alle donne che protestano perché sono stufe di essere rappresentate da veline scosciate dà delle "bacchettone" e gli dice, come è successo a una deputata in Parlamento, "vai a farti scopare".... Come se non fossimo circondate da uomini che ci vogliono scopare, ma forse non è questo l'unico nostro desiderio e loro non lo capiscono proprio che noi siamo piene di desideri e quello è solo uno dei tanti e forse neanche il primo della lista.
L'Italia che non ce la fa è quella che tiene ai margini il genere che rappresenta più della metà della popolazione e così facendo spreca i talenti migliori (leggere le statistiche sull'istruzione, please).
L'Italia ce la può ancora fare, ma ci sono molte cose da cambiare e l'articolo 18 non è certo la prima. Cominciamo ad abolire Sanremo e Miss Italia e subito dopo a fare una legge elettorale dove i candidati siano 50 per cento uomini e 50 per cento donne con le stesse opportunità di essere eletti. Già, ma chi la fa questa legge elettorale? Alfano, Bersani e Casini?

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