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martedì 29 maggio 2012

IN BRASILE, PER DIMENTICARE GLI ACCIACCHI DELLA VECCHIA EUROPA

Se l'Italia è stata per molto tempo pizza, spaghetti e mafia, il Brasile è ancora oggi per la maggior parte delle persone Copacabana, splendide ragazze in tanga e favelas.
Gli stereotipi, si sa, sono duri a morire. La colpa è in primo luogo della nostra pigrizia mentale, ma in parte anche di chi fa informazione. Basta sfogliare un qualsiasi quotidiano di casa nostra per vedere quanto poco spazio occupino gli esteri. Per parlare degli altri paesi bisogna che scoppi qualche rivoluzione o carestie e genocidi con migliaia di morti. Ma di come questi paesi evolvono economicamente e culturalmente, di come agiscono i loro governi, di come ci vive la gente comune ben poco ci viene raccontato.
Salvo imprevisti dell'ultima ora, martedì prossimo 5 giugno prenderò un volo con destinazione il Brasile. San Paolo e Rio de Janeiro saranno le tappe principali, non so se avrò tempo per altre piccole divagazioni.
Voglio scoprire come sta cambiando il gigante sudamericano.
Parto già con alcune informazioni di base. Insieme alle altre nazioni che vanno sotto la denominazione di Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) è destinato a diventare, entro il 2050, una delle economie dominanti.
Nel 2010 la crescita del suo Pil è stata del 7,5%. Scesa nel 2011 al 3%, è prevista nuovamente in ripresa (4,25%) per il  prossimo anno.
Ricco di materie prime - Citigroup ha calcolato che ogni abitante possiede un tesoro fra i 22 mila e i 37 mila dollari in commodity - deve il suo boom economico a un mix di fattori: bassi tassi d'interesse, inflazione e debito pubblico sotto controllo, stimolazione della domanda interna.
Il mercato interno è notevolmente aumentato grazie alla crescita del potere d'acquisto della classe media: se si considera classe media l'insieme delle famiglie che guadagnano tra i 1.115 e i 4.807 reais al mese (1 euro corrisponde circa a 2,28 reais), questa è passata dal 44% al 52% della popolazione.
Attualmente il Brasile è governato da una presidente donna, Dilma Rousseff che, se non gode della enorme popolarità del suo predecessore "Lula", ha tuttavia avuto il coraggio e il merito di allontanare diversi ministri corrotti dal suo governo.
Ma come vivono i brasiliani questo miracolo economico? E' quello che vorrei scoprire nelle tre settimane della mia permanenza là. Dimenticando per un po' la vecchia Europa e i suoi acciacchi!