Tanto e forse
troppo si è scritto in questi giorni su Rosy Mauro e sulla vicenda che la riguarda all'interno della Lega e che si è conclusa con la sua espulsione.
Se scrivo è
perché non ho trovato da nessuna parte (perlomeno non sui media da me
frequentati) il pensiero che mi accingo a esprimere e che contrasta in
modo sostanziale con le opinioni
riportate dalla stampa di alcune note parlamentari.
Sono
assolutamente d'accordo che la Mauro non debba diventare il capro
espiatorio. Anzi, aggiungo di più: tutti i dirigenti sono a mio avviso
corresponsabili, non tanto perché "non potevano non sapere"
ma perché è dovere primario di chi dirige un partito vigilare su quanto
avviene all'interno dello stesso.
Questo vale ovviamente per qualsiasi
formazione politica.Altrimenti, a che servono i dirigenti?
Dissento invece assolutamente
dalla difesa, espressa da parlamentari quali Flavia Perina, Paola
Concia, Margherita Boniver, di Rosy Mauro in quanto donna.
Proprio
perché donna, Rosy Mauro si è "macchiata" di una colpa molto grave:
quella di aver avvalorato la convinzione e la pratica tuttora molto diffuse secondo cui le donne possono fare politica ad alti livelli solo
in quanto mogli, compagne, fidanzate, figlie, amanti del capo o di uno dei capi che governano il partito.
Certo, in questo
Parlamento (e non solo, penso anche al Consiglio Regionale della
Lombardia, tanto per fare un esempio) la vicepresidente del Senato si trova in numerosa compagnia. Il suo caso è solo quello più éclatante, non certo l'unico.
Domani a Milano, nella sede di
Palazzo Reale, si terrà un incontro nazionale del movimento "Se non ora
quando" (quello che diede il via alla rivolta contro il governo
Berlusconi, per chi non lo ricordasse...).
L'incontro ha un titolo
significativo: "Politica: sostantivo femminile? Aboliamo la sottorappresentanza del genere femminile nella
politica e nelle istituzioni".
Al
di là dell'esito che avrà (mi auguro positivo, ma i tempi sono quelli
che sono...) ritengo questo incontro molto importante. Perché le
donne che saranno lì ci saranno con una convinzione: che andare avanti
da sole utilizzando mezzi che con la politica nulla hanno a che fare
comporta l'arretramento di tutte e che l'effetto di ciò dura purtroppo a lungo nel tempo.
La crisi che stiamo vivendo ci deve spingere a non perderne altro, perché i talenti femminili fin qui sprecati possono contribuire a cambiare in meglio. Se non ora, quando? Adesso.
In base alla legge 633 del 22 Aprile 1941 è vietata ogni riproduzione parziale o totale del testo. Eventuali citazioni dovranno riportare la fonte da cui sono tratte.
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