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venerdì 13 aprile 2012

ROSY, LE DONNE E LA POLITICA


Tanto e forse troppo si è scritto in questi giorni su Rosy Mauro e sulla vicenda che la riguarda all'interno della Lega e che si è conclusa con la sua espulsione. 
Se scrivo è perché non ho trovato da nessuna parte (perlomeno non sui media da me frequentati) il pensiero che mi accingo a esprimere e che contrasta in modo sostanziale con le opinioni  riportate dalla stampa di alcune note parlamentari.
Sono assolutamente d'accordo che la Mauro non debba diventare il capro espiatorio. Anzi, aggiungo di più: tutti i dirigenti sono a mio avviso corresponsabili, non tanto perché "non potevano non sapere" ma perché è dovere primario di chi dirige un partito vigilare su quanto avviene all'interno dello stesso. 
Questo vale ovviamente per qualsiasi formazione politica.Altrimenti, a che servono i dirigenti?
Dissento invece assolutamente dalla difesa, espressa da parlamentari quali Flavia Perina, Paola Concia, Margherita Boniver, di Rosy Mauro in quanto donna.
Proprio perché donna, Rosy Mauro si è "macchiata" di una colpa molto grave: quella di aver avvalorato la convinzione e la pratica tuttora molto diffuse secondo cui le donne possono fare politica ad alti livelli solo in quanto mogli, compagne, fidanzate, figlie, amanti del capo o di uno dei capi che governano il partito. 
Certo, in questo Parlamento (e non solo, penso anche al Consiglio Regionale della Lombardia, tanto per fare un esempio) la vicepresidente del Senato si trova in numerosa compagnia. Il suo caso è solo quello più éclatante, non certo l'unico.
Domani a Milano, nella sede di Palazzo Reale, si terrà un incontro nazionale del movimento "Se non ora quando" (quello che diede il via alla rivolta contro il governo Berlusconi, per chi non lo ricordasse...). 
L'incontro ha un titolo significativo: "Politica: sostantivo femminile? Aboliamo la sottorappresentanza del genere femminile nella politica e nelle istituzioni".
Al di là dell'esito che avrà (mi auguro positivo, ma i tempi sono quelli che sono...) ritengo questo incontro molto importante. Perché le donne che saranno lì ci saranno con una convinzione: che andare avanti da sole utilizzando mezzi che con la politica nulla hanno a che fare comporta l'arretramento di tutte e che l'effetto di ciò dura purtroppo a lungo nel tempo. 
La crisi che  stiamo vivendo ci deve spingere a non perderne altro, perché i talenti femminili fin qui sprecati possono contribuire a cambiare in meglio. Se non ora, quando? Adesso.

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